La matematica
La quinta elementare è un anno importante per il futuro d'ogni scolaro.
Ci sono per tutti gli esami di Licenza elementare
nella propria scuola con la propria maestra e,
per quelli che vedono il loro futuro nei licei e nell'università,
gli esami d'Ammissione alla scuola media
che si tengono presso le scuole superiori con professori.
Per questi esami è necessaria una preparazione più approfondita
che è curata dalla propria maestra con lezioni private pomeridiane.
Così ogni pomeriggio, dopo pranzo, vado a casa della maestra.
Lungo il tragitto passo sempre dalla Sala mortuaria
dell'Ospedale vicino alla Chiesa di San Domenico e,
ogni qualvolta questa è aperta,
una forza irresistibile mi trascina dentro.
Gli abiti oscuri e le mani inguantate delle pallide salme mi ipnotizzano.
La maestra Festa, che è subentrata alla bionda maestra Cavalieri,
è vecchia e nera e abita in una casa vecchia e nera.
Le lezioni si svolgono in una stanza
tappezzata da una carta da parato stinta e in qualche parte scrostata.
Pesanti tende scolorite oscurano la stanza
perciò è necessario tenere sempre la luce accesa.
La credenza massiccia e oscura
mette in mostra una fila di bicchieri dal lungo gambo
e una bambolina dai capelli stopposi.
Il tavolo intorno al quale siamo sedute in sedici
è lungo e in più parti segnato.
Le sedie rivestite di finta pelle marrone
hanno lo schienale alto e incombente che mette in
soggezione chi sta seduto.
Non mi sento molto a mio agio in questa casa
e quando si fa matematica sono letteralmente assalita dal panico.
Dopo la dettatura del problema nella stanza cala un freddo silenzio,
è vietato parlare, guardare, respirare.
La maestra si siede nel buio corridoio attiguo, su una sedia a braccioli
che sembra un trono, e
una alla volta, quaderno in mano,
noi bambine ci inginocchiamo ai suoi piedi
per sussurrarle lo svolgimento del problema.
Quando è il mio turno il cuore incomincia a battere all'impazzata,
leggo e rileggo la traccia ma non capisco nulla,
sono parole e numeri messi lì,
l'uno dopo l'altro,
senza significato,
e così me ne torno alla mia sedia col capo chino e le mani doloranti.
Piango di dolore, piango di rabbia.
Ora una dolce apatia mi spinge a non leggere nemmeno
e me ne sto col capo chino pronta a subire le bacchettate sulle mani,
ormai so che alla scuola media non potrò andare.
Ho visto un sorriso malizioso aleggiare sulle labbra della mia vicina di sedia.
Mi ha fatto rabbia!
Da un pò di tempo il mio gioco preferito è
leggere il quaderno di matematica.
Oggi, al mio turno,
ho portato alla maestra il quaderno con il problema completamente svolto.
Il mio destino è segnato: insegnerò matemetica!
SUDOKU
Completare righe, colonne, riquadri e il quadrato centrale con i numeri da 1 a 4, senza ripetizioni
UN PÒ DI SOMME
COMPLETARE
GONNA E CAMICETTA
Tre amiche, Anna, Betty e Clara, amano
vestirsi chi di rosso, chi di
verde e chi di blu.
Oggi hanno deciso di scambiarsi le
gonne tra loro. Anna non ha la camicetta
verde; tra Anna e Betty una ha la gonna
verde ma non la camicetta blu. Betty ha la gonna blu.
Di che colore sono le camicette
e le gonne che oggi indossano le tre
amiche?