Rodi Garganico

 

C'è stato uno scambio di figli: mio cugino si è iscritto al quarto ginnasio all'"Archita" di Taranto e io sono stata portata a Rodi.
Le giornate qui passano tutte uguali. La mattina aspetto che la zia riordini la sua camera per sbirciare, dal balconcino pieno di vasi, il largo da cui passano frotte di bambini vocianti che parlano una lingua che non conosco, chiusi in cappotti rattoppati, con cartelle di cartone e libri legati da una cordicella.
Me ne sto tutto il giorno seduta su un basso sgabello a cullare la bambola di pezza che diventa sempre più lisa e nera. La zia, con i piedi poggiati sul braciere, ricama un gran nastro di taffettà rosso e la nonna da un grosso libro legge e rilegge preghiere per ogni calamità naturale e non, scarafaggi, mosche, pidocchi, temporale, grandine, malocchio, cadute, tosse ...
Non mi raccontano mai una favola.
Quando il nastro scivola sui carboni accesi la zia smette di ricamare e incomincia a sferruzzare.

La sera prima dell'Epifania la zia mi ha aiuta a porre un calzino bianco alla testata del letto e così mi sono addormentata sognando una grande bambola dagli occhi azzurri. Nella calza ho trovato quattro noci, due mandarini e il nastro di taffettà rosso ricamato.

Per questa vita piatta ogni quisquilia è buona per colorarla. Il terremoto non fa notizia. Ogni sera la luce va via, tutto trema e tintinna, la zia e la nonna invocano l'Arcangelo Gabriele con tutti i suoi amici Santi. Anche stasera la terra ha tremato, ma stamattina nel vicolo c'è stata la sposa straniera e quando il paese è piombato nel buio è corsa in strada, strillando, con la nuova camicia da notte di percalle bianca. Della cosa se n'è parlato per settimane intere.



Siete raffreddate?
NIENTE MEDICINE!
Fate bollire del vino rosso con qualche cucchiaio di zucchero.
E sorseggiatelo ancora caldo, anzi bollente.
Poi sotto le coperte a fare una ... russatina.



Siete astemie?
Niente paura!
Ho un rimedio contro il raffreddore anche per chi non beve.
Fate bollire del latte con qualche spicchio d'aglio.
Addolcite con del miele e sorseggiate caldo, anzi quasi bollente.
Poi sotto le coperte? Beh, se volete, ma ... senza il partner ...






fiori



Per mesi invece si è parlato, sottovoce, della morte della vecchia. Non c'è cosa peggiore che bisbigliare perché i piccoli non sentano.
Doveva ancora arrivare l'acquaiolo e già c'era un via vai per casa, comari e comarelle salivano e scendevano, parlavano a bassa voce, si chiudevano con la zia in camera, e poi tutti a sbirciare dalla finestra della cucina, che dà in un vicolo stretto stretto, la finestrella della vecchia. E questa finestrella è diventata il mio incubo. Ogni volta che vado in cucina la vecchia col capo mozzato è lì a guardarmi. Le ombre giocano con la mia fantasia. La notte mi faccio piccola piccola, stento ad addormentarmi, ogni rumore mi fa sobbalzare. Quel giovinastro verrà anche da me e mi mozzerà il capo per prendere la lira che tengo nascosta nella tasca del grembiulino?

(I ricordi di Rodi Garganico vanno dal 1945 al 1949)