Val d'Aosta
A sessantacinque anni ho conosciuto la bellezza della montagna in tutti
i suoi meravigliosi colori.
Ho visto il bianco dell'inverno trasformarsi
in un luminoso verde in primavera, verde che con l'avanzare dell'estate
si è punteggiato di rosso blu lilla giallo. E poi c'è stato
il susseguirsi dei vari toni del marrone prima di ritornare al candido bianco, che
rende bianca anche la tua anima.
Con l'incoscienza della mia giovane età, ho calzato un bel paio di
sci nuovi nuovi e, preceduta dal mio giovane e paziente maestro, ho cominciato a
scivolare sulla neve ... ora so tutto sulla tattica sciistica di fondo ... ma non
so sciare! Alla terza lezione "finalmente" sono caduta ... ed è
stato tragicomico rialzarmi, mi mancavano le forze e nelle gambe e nelle braccia ...
Ho sostituito gli sci con i racchettoni e così, solitaria, mi sono
addentrata negli innevati boschi, ho costeggiato gelati ruscelli, ho conosciuta la
fatica delle salite e delle ripide discese, ho cercato marmotte, mi sono inebriata
della vivida luce del bianco, ho raggiunto chalet sperduti nelle immense distese di
neve ... camminando ho imparato tanto.
L'ebbrezza della competizione e della
velocità nasconde ciò che ci circonda, non ci fa ascoltare la natura
che con il suo silenzioso linguaggio ci parla della grandezza del Creato.

